Aoyama intervistato: apprezzerò chiunque parteciperà al Gp

Hiroshi Aoyama non ha dubbi. Parteciperà al Gran Premio di casa senza preoccupazioni, soltanto con la voglia di ottenere un buon risultato e far divertire il suo pubblico.

E’ stato uno dei pochissimi piloti a non aver firmato il foglio che girava nei paddock qualche mese fa dove i piloti richiedevano informazioni precise sul rischio di radiazioni presenti nel circuito.

Motogp lo ha intervistato. Intervista gentilmente concessa da Honda Motor Sports. Vi riportiamo alcune risposte del pilota Nipponico.

Dove ti trovavi quando il terremoto ha colpito?

“Mi trovavo in aeroporto, stavo andando in Qatar per disputare la prima gara della stagione, quindi ho visto le immagini dalla TV. Ho pensato fosse una specie di film. Ho faticato a credere che fosse tutto reale. Quando ho realizzato che stava accadendo in Giappone, ho provato a chiamare la mia famiglia, ma in quel momento era impossibile. Mi sono imbarcato per il Qatar e una volta atterrato ho riprovato, stavolta con esito positivo: stavano tutti bene. Viviamo a Chiba, località che si trova a circa 200 chilometri da Fukushima, ad un paio di chilometri da una raffineria, dove c’è stata un’esplosione causata del terremoto. Nonostante i danni agli edifici, i miei familiari e i miei amici stavano bene. La cosa mi ha scombussolato parecchio ma la prima gara era alle porte, quindi dovevo concentrarmi. Inizialmente non pensavo fosse il caso di correre, ma poi ho pensato che avrei dovuto farlo per portare qualche buona notizia in Giappone, questa era l’unica cosa che potevo fare. Non salvo le persone per lavoro, sono un pilota. Così ho continuato a correre, anche se continuo a pensare alle persone che ancora soffrono, che hanno perso la propria casa, i propri familiari e che porteranno per sempre un segno indelebile nel cuore e nella mente”.

Qual è lo stato della tua città ora?

“Purtoppo non buono. Ci sono stati parecchi danni, e per le prime due settimane la mia famiglia è rimasta senza acqua e cibo. Mancava anche la benzina. Sono tornato in Giappone un mese fa e la situazione sembrava essere tornata alla normalità, con elettricità, acqua, cibo e benzina. Purtroppo le cose sono ben diverse nella parte nord del Giappone: da quello che ho potuto vedere in foto, ci sono macchine ancora rovesciate per la strada, case completamente distrutte, e in alcune zone non è rimasto più niente”.

Al Mugello c’è stato un incontro dove tutti i piloti della MotoGP hanno firmato un documento chiedendo maggiori informazioni, eccezion fatta per te.

“Sì, io non l’ho firmato perché già sapevo che era tutto a posto e che saremmo potuti andare. Il Governo giapponese per primo ha dichiarato che la situazione era sotto controllo, poi quelli italiano, spagnolo e americano, hanno ribadito lo stesso concetto. Io mi sono fidato e non ho firmato il documento. È una situazione complicata per gli europei, ma io sono giapponese, ho casa lì, con famiglia ed amici, e voglio andarci anche se le condizioni sono disastrose. Andando faremo sicuramente felici le persone che vivono lì”.

Salirai in sella alla RC213V 1000 il prossimo anno?

“Non so ancora cosa mi succederà nella prossima stagione, ma se avrò l’opportunità di provare la 1000, accetterò sicuramente. Per adesso rimango concentrato sulla mia crescita generale”.

Fonte Motogp.com / Foto via Castrol.com

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