Rossi e Ducati un unione destinata a finire

Per Valentino Rossi e la Ducati è una stagione che definire fallimentare è dir poco e ci starebbe questo passaggio a vuoto se si fosse tutto sacrificato ai test in previsione dell’anno prossimo, ma i componenti provati fino ad oggi sono stati sotto ogni aspettativa e questa moto, che in gran parte dovrebbe essere quella dell’anno prossimo, telaio in primis, non regge minimamente il confronto con Honda e Yamaha.
Misano è una pista corta dove l’assetto, la ciclistica e il pilota fanno più differenza rispetto ad altri circuiti, alla fine il Dotore prende 25 secondi e il fatto di aver lottato per metà gara con il primo gruppo di inseguitori, non può onestamente renderlo soddisfatto e ci permettiamo di mettere in discussione tale affermazione.
Un pilota nove volte campione del mondo capace di lottare sempre per i massimi risultati non può essere contento di quanto fatto fino a Misano, anche se tali affermazioni vengono fatte esaminando il quadro generale.
Dispiace sottolinearlo e quest’anno lo si è fatto più volte, ma Rossi e Ducati non vanno proprio d’accordo non si trovano, non c’è quel feeling che si notava in casa Honda o in Yamaha.
Personalmente credo sia un problema di compatibilità, non credo che una moto capace di lottare fino all’ultimo lo scorso anno sia crollata e diventata lenta, così come non credo che Rossi sia diventato tutto in una volta un pilota incapace.
Credo soltanto che la Ducati non sia la moto per Rossi e se ne sta accorgendo pure lui.
Trovo quindi inutili le tante discussioni da bar che si sentono in giro, quelle discussioni da “bambini” tra i super difensori di Rossi e i suoi detrattori, sono sterili e necessiterebbero di oggettività da ambo le parti.
Rossi ha un modo di guidare che si base principalmente dall’avere sotto mano una moto settata in maniera tale da adattarsi al proprio stile.
Valentino soffre una moto come la Ducati che per “costituzione” risulta sempre sottosterzante, mentre Rossi ha sempre prediletto moto che hanno un sovrasterzo più accentuato.
E’ un modo di guidare diverso, è ciò che riusciva fare Stoner e l’ha riconosciuto anche Rossi alla fine che la Ducati non si adatta al suo stile e per quanti sforzi si facciano è presssochè impossibile adattarla senza perdere tantissimo, poichè viene snaturata la moto.
La Ducati ha bisogno di un pilota che si metta al suo servizio, Rossi ha bisogno di una moto che sia al suo servizio, e il risultato dell’equazione è uguale a ZERO, zero risultati positivi, nessun podio quest’anno.
Dire che Rossi vinceva perchè aveva la moto migliore è una mezza verità.
Credo che non sia un’eresia dire che Honda ha sempre prodotto le moto migliori negli ultimi quindici anni, e quelle guidate da Doohan prima e da Rossi dopo, erano moto che uccidevano il mondiale, perchè il connubio pilota mezzo meccanico era perfetto.
Ma non si dimentichi quanto i piloti e Rossi più di altri abbiano aiutato Honda a sistemare le moto e a metterle a punto rendendole imbattibili.

Diverso il discorso quando Rossi passò in Yamaha, la moto migliore era ancora Honda, ma Yamaha riuscì a creare, grazie soprattutto al Dottore e alla sua maniacale ricerca della perfezione, una moto capace di vincere e rompere il domino Honda. Indimenticabile il giubilo ai Box che coinvolgeva anche i super contenutissimi Giapponesi.
La Repsol era ancora la moto migliore, lo sostenevano in casa Honda “questa moto vince con qualsiasi pilota” ed era indubbio che fosse la moto più competitiva, tanto che la yamaha di Rossi era sempre l’unica in mezzo a quelle della casa campione del mondo, arrivando a vincere al primo anno, e sulle altre moto c’erano piloti come Checa, Biaggi, Gibernau, Melandri, non certo degli sprovveduti.
E si vede anche dal rapporto con la moto che oggi in casa italia, non c’è lo stesso feeling che Rossi aveva con la M1, anche i siparietti che tanti non sopportano (e che io ho sempre adorato), facevano capire quanto Vale avesse con la moto un rapporto diverso, come se ci fosse fiducia, cosa che non si vede in Ducati.
Ma Ducati non è Yamaha e soprattuto non è Honda, la casa italiana ha sfornato una moto di una potenza mostruosa capace di vincere un mondiale da protagonista, ma che ha bisogno di un altro tipo di pilota per arrivare alla vittoria.
Fare paragoni oggi con i piloti che corrono nel circus, rispetto ad anni fa, soprattutto con tutta l’elettronica e gli aiuti che ci sono è improponibile.

Rossi è stato il numero uno a GUIDARE la moto, quando guidare voleva dire metterci del proprio senza affidarsi all’elettronica.
Penso sia innegabile e ci si può sbattere quanto si vuole portando mille esempi per dimostrare che non è così, ma oggettivamente ha fatto quello che nessun pilota è riuscito a fare, e ha perso un mondiale, vinto poi da Hayden commettendo un errore dopo una rimonta impensabile, altrimenti avrebbe un titolo in più.
Rossi, Lorenzo e Stoner sono i piloti migliori di questa stagione seguiti da Pedrosa, Sic, Dovizioso e Spies, l’unica cosa è che Rossi non trova la sua dimensione in Ducati, ma resta tra i migliori.
Stoner a Misano ha perso un colpo, finendo tra l’altro terzo, pertanto quando va male lui e la sua Honda vanno sul podio e sono la coppia da battere, Lorenzo è di una continuità disarmante e pur non essendo simpaticissimo, non gli si può non riconoscere carattere e voglia di arrivare, tanto che avendo vinto un terzo di Stoner quest’anno è a soli 35 punti.
Purtroppo per Rossi è l’anno del passaggio a vuoto, non per colpa sua ne per colpa della moto, l’unica colpa è a mio modesto avviso una scelta azzardatissima più votata al marketing che al vero obiettivo mondiale, che ha creato un connubio che non è destinato a vincere ne a durare e che si rompa al più presto ormai è un augurio sia per il bene di Rossi sia per quello della Ducati.

Foto via: burn-club.net
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